C’è stato un gran parlare ultimamente riguardo ai Beacon e del Bluetooth Low Energy. Al museo APR siamo molto attenti alle novità e questa, in particolar modo, ci interessa perchè potrebbe cambiare anche il modo di comunicare l’archeologia.

Qualcuno sostiene che la tecnologia dei Beacon trasformerà radicalmente il modo in cui le persone usano gli smartphone e per questo abbiamo deciso di stilare una lista delle 10 cose da sapere sui beacon.

 

Logo ibeacon

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1. I beacon sono piccoli

I beacon sono molto piccoli. Per avere un’idea pensa a un pezzetto di lego. Immagina quanto sia facile nasconderlo in un negozio, un evento o vicino a un reperto archeologico.

2. I beacon hanno una batteria che dura molto

Usano una tecnologia chiamata “Bluetooth Low Energy“. Bassa energia significa che per scaricarsi completamente ci mette fino a 2 anni. Insomma non devi preoccuparti di ricaricarlo.

3. Quasi tutti gli ultimi smartphones supportano i  beacon

I telefonini apple, compreso l’iPhone 4S, 5, 5C e 5S, l’iPad 3 e i successivi, l’iPad Mini. La Apple, come è consuetudine, ha realizzato la sua versione proprietaria di questa tecnologia e l’ha chiamata “iBeacon“. Anche su Android (dal 4.3 in poi) riconosce i beacon, compreso il Samsung Galaxy S3/S4/S4 Mini, Samsung Galaxy Note 2/3, HTC One, Nexus 4, 5 and 7.

4. Non ti serve la connessione internet

beacon usano il Bluetooth. Un telefonino con il Bluetooth acceso può riconoscere il beacon più vicino e ricevere una notifica o sbloccare un contenuto anche se non c’è connessione internet.

5. Funzionano bene al chiuso

Molti smartphones usano il GPS per determinare la propria posizione e lo fanno mettendo insieme le informazioni provenienti dal satellite, dalla rete wifi e da quella telefonica. Questa soluzione va bene se si è all’aperto. Non appena entriamo in un edificio (negozio, museo, ospedale, aeroporto) non funziona più. I beacon, invece, sono perfetti in questo contesto.

6. Grandi marchi già usano i Beacons

Soprattutto in america. La Major League Baseball (MLB) per prima ha istallato i beacon al Petco Park e al Dodger Stadium.
La banca australiana Westpac Banking Corporation invia tramite i beacon speciali offerte ai suoi clienti quando entrano in una filiale.
La stessa Apple sta cercano nuove vie per proporre contenuti mirati ai propri clienti negli apple store.

7. Ai Beacons serve un’app per funzionare

Allo stato attuale un beacon invia semplicemente una stringa identificativa:
{ uuid = “83489BDA-B644-4520-8F0C-720EAF059935”; major = 75504; minor = 75505; }

Ora se volessimo che sul cellulare vicino succedesse qualcosa di interessante, come l’attivarsi di un popup interattivo, avremmo bisogno di un’app. Se l’utente non ha scaricato l’app non potrebbe vedere il beacon.

8. Quando ti avvicini a un beacon ricevi una notifica anche se l’app è spenta

Se l’utente ha istallato l’applicazione questa si attiverà, anche se spenta, nelle vicinanze di un beacon attivo.

beacon sono una tecnologia in rapida evoluzione. Assai interessante sotto molti punti di vista ma ancora in fase di sperimentazione. Senza farci prendere da facili entusiasmi vediamo che succederà nei prossimi tempi.