Abbiamo trovato per caso questo libro (La storia d'Italia - Per via di racconti e biografie, di Corrado Corradino, Torino, F.Casanova, Libraio-Editore, 1903.) abbandonato sugli scaffali di in una bancarella. Affascinati dalla bellezza antica dei testi e dalla  chiarezza dell'esposizione abbiamo deciso di pubblicarne alcuni estratti.  

Alba fu rasa al suolo, e gli Albani trasportati a Roma vennero ad accrescere la popolazione della città vincitrice.
Poco tempo dopo, percosso da un fulmine, Tullo Ostilio mori.
Il successore di Tullo Ostilio fu Anco Marzio, sabino Amico della pace come Numa, di cui era nepote, egli nuovamente rivolse le sue cure all’incremento dell’agricoltura e della religione. Ma si dimostro anche valido guerriero: vinse i Latini che s’erano arrischiati a predare nel territorio di Roma e tolse loro parecchie città i cui abitanti egli trasportò a Roma sul monte Aventino.
Cosi cresceva sempre più la popolazione di Roma.
Anco Marzio fece molte opere di utilità pubblica, gittò un ponte (Sublicio) sul Tevere per congiungere il monte Gianicolo a Roma, estese fino al Mare i confini del proprio territorio e quivi, alle foci del Tevere fondò il porto di Ostia con grandissimo vantaggio del commercio di Roma.
Fu lui che fabbricò la prima prigione di Stato. E continuando l’opera di Numa istituì il collegio dei Feziali, sacerdoti incaricati di portare le dichiarazioni di guerra e di trattare della pace.

Altre molte opere compì nei 24 anni che durò il suo regno. Morendo, istituì tutore dei suoi figli un saggio uomo, greco di origine, ma nato a Tarquinia nell’Etruria. Questi seppe cattivarsi cosi bene l’affezione del popolo che dal medesimo venne acclamato re: Tarquinio Prisco

– Tratto da: La storia d’Italia – Per via di racconti e biografie. Corrado Corradino, Torino, F.Casanova, Libraio-Editore, 1903.

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La storia d'Italia

Tempi romani

Corrado Corradino, Torino, Libraio-Editore, 1903.
Età regia

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