Sin dai tempi più remoti il cambio di direzione che compie il sole, tra il 21 e il 22 Giugno, è visto come un momento particolare e magico. In questo giorno, detto solstizio d’estate, il sole raggiunge il punto più alto ed è il primo giorno di una nuova stagione. Secondo un’antica tradizione, la notte del 21 Giugno, il Sole sposa la Luna e dallo sposalizio si riversano energie benefiche per la Terra.
In età precristiana, questo periodo era considerato sacro.

Inoltre nell’antica Roma, il 21 Giugno si teneva la festa in onore della dea Cardeas, protettrice della salute, delle soglie e dei cardini. Dal suo nome deriva il termine cardine, ciò che sostiene la porta, ma anche l’asse che tiene l’ordine della città. Il cardo era anche la via che corre in senso nord-sud nelle città romane basate su uno schema urbanistico ortogonale, con un Cardo Maximus e un Decumanus Maximus, da cui si diramavano tutte le vie secondarie. Ma la prima via tracciata era il cardo, consacrato a Cardea. La Dea pertanto era il cardine della vita.

Ovidio disse di Cardea:

“Può aprire ciò che è chiuso; può chiudere ciò che è aperto”.

In origine era la ninfa Carna, finché Giano, suo marito, le diede il potere sulle maniglie, sui cardini e la qualifica di protettrice dei bambini, allontanando da loro gli spiriti maligni, i vampiri e le streghe; era anche protettrice degli artigiani. Si scelse di festeggiarla al solstizio d’estate, considerato cardine dell’anno e venivano appesi agli alberi e all’uscio delle maschere, palline e figurine come facciamo noi a Natale, ma i Romani lo facevano per far crescere il grano.