Dovendo inaugurare una rubrica sui testi per bambini e ragazzi dedicati a Roma e all’antichità più in generale, abbiamo deciso di attendere la Fiera di Bologna e le sue gustosissime novità, tanto più che quest’anno il tema della narrazione storica era tra quelli in primo piano tra le nuove proposte letterarie del settore. Abbiamo dunque scelto di iniziare dal volume che ha inaugurato la collana CHE STORIA!, Edizioni El, ovvero L’eruzione di Pompei di Davide Morosinotto.

La scelta è nata da una serie di considerazioni, scientifiche e “personali”.

In primo luogo perché Pompei, così come la vicina Ercolano, è il sito che meglio fornisce al visitatore e, in questo caso al lettore, uno spaccato della vita nell’antichità, avendo l’eruzione del 79 d.C. fermato in un eterno fotogramma le esistenze di quegli uomini nella loro quotidianità. I siti campani ci hanno restituito reperti unici nel loro genere: mobilio, cibo, vetri, grate, portoni, vasche da bagno o larari in legno, oltre ovviamente ai corpi, che si tratti dei calchi in gesso di Pompei o degli scheletri ancora abbracciati e stretti gli uni agli altri di Ercolano, che nel loro sonno ricordano gli ultimi terribili attimi di quelle vite, travolte dalla furia del vulcano. Insomma non a caso, secondo molti, l’archeologia nostrana inizia con lo scavo di un pozzo, nel 1709, da parte di un contadino, detto Enzechetta, che cercava dell’acqua e trovò molto, molto di più.

Come vi dicevo il motivo è anche personale. Sono stata di recente ad Ercolano e proprio sulla strada che porta alla spiaggia e ai suoi morti, ho avuto modo di leggere le due lettere con le quali Plinio il Giovane, testimone oculare della tragedia, racconta ciò che vide e udì. Ricordare quei momenti, nei luoghi in cui furono vissuti, proprio lì, ai piedi del Vesuvio, ha emozionato me e il mio uditorio… “Petis, ut tibi avunculi mei exitum scribam, quo verius traduire posteris possis.”

Così inizia il testo pliniano e così inizia il libro di Morosinotto:

“Caro Tacito, grazie per la tua lettera.
Mi chiedi di raccontarti i terribili eventi a cui ho assistito,
e soprattutto la morte dello zio
e le avventure che sono toccate a me
e a mia madre durante la catastrofe”

L’idea dell’autore è semplice e geniale, “riscrivere” la lettera pliniana a misura di bambino, arricchendola di utili notizie sulla vita quotidiana nel mondo antico, sull’eruzione e la distruzione della città con spunti tratti dalle nuove ricerche archeologiche effettuate. Una lettura agevole, avvincente per la natura stessa dei fatti che narra, utile per calarsi nei panni del giovane Plinio e conoscere una pagina di storia relativa a una città, ma anche a un personaggio mirabile: Plinio il Vecchio, zio del protagonista. Enciclopedista ante litteram (scrisse infatti la Naturalis Historia, mastodontica opera in 37 libri dedicata a tutti i campi dello scibile umano: dall’astronomia alla geografia, dalla zoologia alla botanica, dall’arte alla medicina, dalla mineralogia all’agricoltura) e generale della flotta allora stanziata a Miseno, che per la sua curiosità scientifica e il suo senso del dovere si spinse verso il vulcano, mentre tutti ne fuggivano, trovando così la morte. Sarà proprio dal desiderio di conoscere la sua vicenda umana che lo storico Tacito chiederà il resoconto dettagliato dei fatti all’amico Plinio il Giovane.

Insomma tanti buoni motivi per cercare questo libro (Ed. EL, 80 pp, 8 euro), non ultima quella di essere assai scorrevole e ben scritto. Buona lettura!

Se volete qui trovate un’intervista rilasciata a Rai Letteratura dall’autore in occasione della BolognaChildrenFair2016: www.letteratura.rai.it/articoli/davide-morosinotto

 

a cura di Flavia Calisti
(serensara.it)