Siamo in pieno periodo carnevalesco e, anche se ormai i bambini preferiscono mascherarsi solo per halloween, il carnevale è una tradizione antica che non va dimenticata.
Ma da dove deriva la parola carnevale? E come lo festeggiavano gli antichi?

 

Non si sa con certezza da dove derivi il nome carnevale: una prima ipotesi lo fa derivare da car navalis, un rito in cui una nave sacra veniva portata in processione su un carro; l’ipotesi più accreditata è che il nome derivi da carnes levare (“togliere la carne”) o carne vale (“carne, addio”) e allude ai digiuni quaresimali praticati in età cristiana, riferendosi alla conclusione del Carnevale ovvero il martedì grasso, il giorno che precede, nella religione cattolica, il mercoledì delle Ceneri e quindi l’inizio della Quaresima e del digiuno quaresimale.

I riti del Carnevale conservano tracce di festività che si celebravano fin dai tempi dell’antica Roma. Per gli antichi romani febbraio era il mese delle purificazioni. Da alcune fonti letterarie sappiamo che il mese era dedicato al dio Februus:

“Durante questo mese bisogna purificare la città e celebrare i riti funebri per i Mani, divinità del mondo sotterraneo”.

A febbraio, dice il poeta Ovidio,

“si onorano anche le tombe, si placano le ombre degli avi e si portano piccoli doni sui sepolcri. Poco chiedono i Mani, gradiscono la pietà come un ricco dono… Basta coprire la lastra con corone, offerte, basta spargere grano con un poco di sale, con preghiere e gesti del rito”.

Alle cerimonie di purificazione e di commemorazione si intrecciavano riti legati alla rinascita e alla fecondità della terra e degli uomini, come nei Lupercali, feste antichissime in onore di Marte e del dio Fauno.
Questo periodo, oggi caratterizzato dalle feste carnevalesche, in antico era caratterizzato da giorni all’insegna della sregolatezza, delle burle, delle mascherate danzanti, della gioia sfrenata. Le feste erano occasione di divertimento esagerato e di grandi mangiate.

Festa di carnevale al Museo APR 2017 - Laboratori e attività per BambiniFesta di carnevale al Museo APR 2017 - Laboratori e attività per Bambini

Festa di carnevale al Museo APR 2017 – Laboratori e attività per Bambini

Nel Medioevo il Carnevale era il tempo delle scorpacciate comunitarie e delle danze infinite. I ruoli sociali si invertivano: gli uomini si vestivano da donne e viceversa, i poveri da ricchi, i ricchi da accattoni o da giullari.

Nel Rinascimento compaiono forse i primi carri carnevaleschi che sfilavano per esibire la grandezza dei signori e permettevano al popolo sfrenati baccanali. A Roma, Milano, Bologna, Ferrara, Mantova, si costruivano carri allegorici che rappresentavano scene mitologiche, episodi della Bibbia, allegorie di vizi e di virtù, storie della Grecia e di Roma, segni astrologici, favole e leggende dei santi. Antico simbolo trionfale romano, il carro dei Trionfi di Carnevale diviene nel Rinascimento strumento di una propaganda politica e culturale che costruiva una visione del mondo ricca e articolata offerta al ‘popolo’ dall’élite al potere.

Il Carnevale di oggi si ispira ancora spesso alle belle maschere del tempo che fu e i bambini si travestono da moschettieri, da pirati, da dame settecentesche ecc.

Le maschere sono sempre presenti in ogni cultura: nascono come maschere degli antenati e dei defunti in ricordo dei riti per gli déi Mani; e maschere animali, come quelle dei lupi o delle capre, e infine le maschere umane, che permettevano, come si è detto, di invertire i ruoli maschio e femmina, ricchi e poveri, giovani e vecchi.

Le più famose maschere italiane nacquero a Venezia e sono già ricordate verso la fine del XIII secolo. Da Venezia si diffusero in Italia e in Europa e furono adottate anche dal teatro dell’arte.

Gli scherzi sono sicuramente un’altra caratteristica del Carnevale. Pare che durante il Medioevo esistesse una tradizione bizzarra secondo la quale il prete organizzava una serie di burle, scherzi, barzellette e pantomime per far ridere i fedeli. Per riempire la chiesa di risate si lanciavano dall’altare salsicciotti e castagnole. L’usanza aveva vari scopi, quello principale era rallegrare gli animi prima del lungo periodo di sacrificio della Quaresima. Chissà magari il famoso detto ‘scherzi da prete’ deriva proprio da questa usanza medievale!!

In copertina: “Battaglia fra Quaresima e Carnevale” – olio su tavola (118×164,5 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1559 e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.