L’Escursione urbana fra Parco di Centocelle e Torre Maura di ieri, domenica 9, è stata senz’altro un’esperienza straordinaria. Lungo via Casilina che oggi ricalca in parte l’antica via Labicana, la visita ai luoghi archeologici è stata un’uscita con nuovi amici, intensa nei sentimenti. In ogni tappa del percorso abbiamo scambiato informazioni e opinioni con i partecipanti, gli avventori e chi ci ha ospitato con gentilezza. Il personale di Atac Roma ci ha accolto con grande disponibilità e curiosità alla stazione di Centocelle, per farci entrare nell’area dei binari del trenino e poter vedere da vicino un breve tratto dell’antica via Labicana e i sepolcri che la costeggiano. Per questo li ringraziamo molto della collaborazione e organizzazione. Qualche abitante dei paraggi ci ha raccontato del valore simbolico che ha per il quartiere la Torre medievale di San Giovanni. Qualcuno che inizialmente ci guardava da dietro il vetro della finestra, ci ha aperto poi le porte di casa per farci vedere nel cortile le labili tracce dell’antica via romana e di un grande sepolcro da cui proviene uno dei sontuosi sarcofagi di via Casilina (oggi esposto altrove), ci ha lasciato il proprio ricordo degli scavi degli anni ’60, delle trasformazioni del quartiere che ha visto negli ultimi cinquant’anni, e poi è tornato alla sua cucina della domenica. A Torre Spaccata, il Responsabile dell’Hotel Santa Maura ci ha aperto le porte per poter vedere, nel giardino interno, i resti di quella che doveva essere un’antica chiesa di V secolo. In due condomini a Torre Maura abbiamo potuto vedere due grandi sepolcri di età romana che anticamente si affacciavano sull’antica via Labicana. A chi ci ha seguiti nell’escursione e a ognuna delle persone che abbiamo incontrato nel nostro percorso, abbiamo dato informazioni e ognuno di loro ci ha restituito qualcosa in più. E’ stato un’interessante scambio in relazioni a volte casuali, che ha avuto come risultato quello di farci riconoscere come sempre più possibile l’obiettivo che ci proponiamo. La conoscenza di un’archeologia dimenticata, che consente la ricostruzione di antichi paesaggi e la lunga storia di luoghi di Roma, che hanno bisogno di essere raccontati perchè nascondono, non diversamente da altri, la meraviglia nella scoperta delle storie del passato.

 

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